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domenica 25 agosto 2013

Integrazione con la Maiuscola

!!!!! English version available after the Italian version !!!!!

Durante il mio ultimo pellegrinaggio nel mondo del tango, mi sono imbattuta in una incredibile chiacchierata con una persona creatrice di un progetto e di una esperienza di vita davvero meravigliosi.
Matias Haber è un ragazzo uruguaiano in giro per l'Europa che lavora, con il solido supporto della sua fidanzata, come insegnante di tango, ma...per persone con disabilità!

Cantante lirico nel coro dell'opera di Vienna, abbandona la sua carriera folgorato non semplicemente dal tango, cosa che non fa più nemmeno notizia, ma dall'esperienza dell'insegnamento di questo a classi di "allievi diversamente-dotati di talento nel tango", con sindrome di down e ritardi mentali, fino a casi di persone in sedia a rotelle... L'obiettivo? Condividere e integrare abilità e disabilità, non soltanto attraverso la completa assenza di selezione nella scelta delle disabilità (pensate alle difficoltà pratiche di gestione di fronte a persone in sedia a rotelle!), ma anche attraverso la partecipazione collettiva ad un evento che mescola concretamente sullo stesso piano artisti di fama internazionale, persone comuni e persone disabili tutti in pista, oltre ruoli e abilità fisiche, all'insegna del l'integrazione con il tutto. L'evento si chiama "Tango En Punta" (www.tangoenpunta.com) ed è il primo Festival di tango aperto anche ai disabili, già alla seconda edizione in Uruguai e approdato in Bregenz (Austria), nella sala dell'Opera della città (che bizzarra sincronia, dal coro dell'Opera al salone dell'Opera), sull'onda del grande successo sud americano. Sentire parlare Matias, con la sua spontaneità e verità, è da brividi e commossa gioia. Non c'è spazio per buonismo e affettazione di fronte al dispiegarsi di esperienze trasformative per tutti e di tale portata! Immaginate la realtà di questa esperienza, immaginate una persona con disabilità, e la sua profonda sete di relazione e condivisione in un mondo "disintegrato", che si esprime finalmente su un piano fisico mischiato allo spirituale nella profonda connessione di anima e corpo del tango, perché è nell' anima che siamo tutti uguali e senza disabilità , tutti manifestazioni di meravigliosa energia Divina! Mettiamoci davvero in gioco e mischiamoci di più, con gli altri autenticamente, e dentro di noi, shekeriamo carne e spirito più forte affinché si emulsioni meglio il tutto! In questo contesto il contrasto è forte e Vero, e ci urla al cuore il messaggio della nuova Era e della Nuova Energia: "noi siamo esseri spirituali che viviamo una esperienza terrena e non esseri terreni che vivono una esperienza spirituale"!
Ecco che significa "fine del mondo"!
Tanti si trovano disperati in questo momento, si sentono senza futuro o con futuro precario di fronte al problema della disoccupazione e dell'assenza di un posto fisso dignitoso, molti si sentono minacciati e indignati e si ergono a difesa della Tradizione di fronte all'avanzamento del "Nuevo" in ogni settore...ma...
Buttiamo via i vecchi gusci protettivi, non ci servono più, non possono più difenderci dalla nostra natura divina, che è Unione Universale oltre ogni differenza, che è Integrazione con la Maiuscola, che è Amore nelle nostre vite! "Disoccupiamoci" dai lavori che odiamo, il mondo ci getta in faccia questa opportunità di reinventarci per trovare il nostro vero scopo e senso nella vita, smettiamo di arroccarci intorno alla forma e all'apparenza di Tradizioni ormai vecchie, anacronistiche, e recuperiamone il senso profondo, valorizziamone la Vera Essenza! Che l'esperienza di Matias ci sia di ispirazione e "inspiriamone" la forza e il coraggio anche noi, l'opportunità non è per i disabili, è per la nostra disabilità della coscienza!! Ammiriamo lo spirito che si dispiega nell'amore di relazione, oltre il limite corporeo di queste persone, e commuoviamoci di gioia! Gioia per noi, non per i "poveri disabili", perché possiamo sperimentare concretamente che siamo tutti parte della stessa Luce Divina e possiamo destarci, ricongiungerci ad essa, tornare a Casa finalmente, e trasformarci!

Sostenere questo progetto è una meravigliosa opportunità come raccontano tutti quelli che l'anno vissuta e creata. Tendiamo la mano, non per buonismo, ma per noi stessi, "cogliamoci nell'opportunità"!!!

LiberaMente
Martina

!!!!!!! English version !!!!!!!


Integration, with a capital I
During my last pilgrimage in the world of tango, I ran into a sensational chat with the creator of an amazing project and experience.
Matias Haber is from Uruguay. He wanders about Europe teaching tango, with the reliable support of his girlfriend, to … disabled persons!
Former opera singer in the Vienna choir, Matias abandoned his career when he was thunderstruck not merely by tango, which is no news, but by the experience of teaching tango to differently gifted tango dancers: persons affected by Down’s syndrome or mental retardation or even persons in wheelchairs.
What is the purpose? Sharing and integrating abilities and disability, not only by carefully avoiding any selection between different forms of disability at admittance (just consider the practical problems arising from the presence of wheelchairs dancers!), but also by taking part in an event positively blending - on an equal level – world-famous artists, ordinary people and disables persons, everybody on the floor, beyond roles and physical abilities, under the flag of integration with the whole. The name of the event is "Tango En Punta" (www.tangoenpunta.com) and is the first Tango Festival open also to disabled persons. After two editions in Uruguay, this event reached the Opera House (what a peculiar synchrony to pass from the Opera Choir to the Opera House!) of Bregenz (Austria), catching the current wave of the big success gained in South America. When Matias speaks, so unaffected and true, he gives you a bit of a shake and emotional delight. No room for affected good feelings at the unfolding of experiences that transform everybody, and so deeply! Just imagine in real terms this experience, Just imagine a disabled person and his deep longing for connection and for sharing in a world that seems to “fall apart”. This longing finally finds its expression, both on the physical and the spiritual plane, in the tango’s deep connection of body and soul: because in the soul, actually, we are all equal, without disability, we are all the expression of a wonderful Divine energy! And so, let us be truly on the line: either outside, by authentically mixing up with others, and inside, by shaking up body and soul -stronger than ever - so that everything is finally emulsified! The clash, in this context, is strong and true, shouting to our hearts the message of the new Era and the New Energy: “we are spiritual beings living an experience on this earth, not earthly beings living a spiritual experience”!
That’s the meaning of the “end of the world”!
Many feel desperate at this moment, with an uncertain future or no future in front of unemployment or the lack of a decorous open-ended employment. Many feel threatened and indignant and stand up in defence of the Tradition against the raising of the “Nuevo” in all fields… but…
Let’s throw away the old protective shells, we don’t need them anymore. They cannot be a defence against our divine nature any more. This divine nature which is Universal Union beyond all differences, which is Integration with a capital “I”, which is: Love in our lives! Let’s be “no-employed” in employments we hate: the world gives us the chance to reinvent ourselves so that we can find our true goal and meaning of life. We should just stop entrenching ourselves in formalities and surfaces of old and anachronistic Traditions, for, instead, restoring their core meaning, enhancing their True Essence! May the Matias’ experience blow inspiration into us. May we “breathe” the strength and courage of that inspiration. This opportunity is not addressed to disabled person, it is addressed to our disabled soul!! Let’s admire the spirit spreading out in connection and love, beyond the bodily limits of these persons, and let’s joy move us to tears! Joy for us, not for the “poor disabled persons”, so that we may actually feel that we are all part of the same Divine Light and wake up to reconnect to It, to come back home, finally, and transform ourselves!
Supporting this project is an excellent opportunity, as all those who experienced it and created it say. Let’s give a hand: not because of a conciliatory attitude, but for us! Let’s catch this opportunity for ourselves!!!
Open-ly/minded
Martina


giovedì 11 aprile 2013

Basel OsterTango Festival: 3 elephant couples.

English version available after the Italian text !


Domenica notte, una grande sala con un palchetto di legno scuro, serata piena iniziata all'insegna di festeggiamenti da parte della scuola organizzatrice dell'evento (25 anni di attività). Solo Tango Orchestra con il cantante Ariel Ardit avevano già scaldato il cuore e le gambe di tutti, intensi, raffinati e talentuosi. La migliore orchestra del momento, profondamente classica, deliziosamente ballabile e densa di tango nonostante le sue radici Russe, che incontra la voce argentina di Ariel, presente, pulita e interpretativa con misura e grazia. Una prima collaborazione molto ben riuscita e inaspettata, una chicca fuori programma, il primo segnale di una energia all'insegna della concentrazione di talenti.
Seduti in cerchio a terra, ognuno cercando il proprio spazio, e infine immobili e in religioso silenzio, pronti a gustare l'Evento: 3 coppie che hanno già trasformato e segnato la storia del tango e continuano a farlo,
Chicho Mariano Frumboli y Juana Sepulveda, Julio Balmaceda y Corina De La Rosa, Gustavo Naveira y Giselle Anne, in ordine di anzianità di carriera, tutte lì in quella pista, per quella notte, assieme! Incredibile e storico!
Romeo Orsini, organizzatore del festival, presenta con spontaneità ed eccitazione la serata, dichiarando l'evento qualcosa di oltre il suo stesso intervento, sentendosi un piccolo tramite per canalizzare una grande opportunità, e definisce scherzosamente gli artisti ospiti come tre "elephant couples" del tango... Sicuramente erano, sono e saranno dei giganti nella storia di questa danza meravigliosa, patrimonio dell'umanità!
Seduta a terra in prima fila sono rimasta abbagliata dalla forza che emanava da ciascuna coppia, creavano e riempivano tutto lo spazio intorno a loro..
La terra nelle loro gambe, elastica e silenziosa, la presenza chiara, luminosa e potente...e la musica che suonava fuori dai loro corpi e dai loro movimenti, profondamente connessi nel piacere di co-creare.
Una ispirazione, la manifestazione di un talento fuori misura e la sensazione palpabile di partecipare a quel momento, di unire la mia energia a quella di tutti e sostenere così il vortice dell'esibizione di ciascuna coppia perché la forza crescesse verso l'alto, e rendesse profondamente vibrante ed emozionante quel momento.
Nessuno era lì per caso quella sera, tutti eravamo parte dell'espressione storica di così tanto talento riunito, concretamente concentrato nella ronda finale, con la musica dal vivo dei Solo Tango e la voce di Ariel a completare la pelle d'oca. Un allineamento spazio temporale che ha reso tutto non casuale e più della somma delle circostanze. Incredibile, meravigliosamente incredibile, quando l'Arte trasforma e trascende gli uomini.
Con profonda ammirazione e partecipazione,
Martina

PS: La ronda Finale, tutti insieme con musica dal vivo!!!
https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=2O9oDwiRT9k#!

!!!!! English Version !!!!!!



Sunday night. A large dance hall with a dark parquet floor. A night full of events has begun with the celebrations of the 25th year of activity of the organizing school. Everybody’s hearts and legs had been warmed up already by the “Solo Tango Orchestra”, with Ariel Ardit singing: passionate, elegant and talented.  The best orchestra of the moment, intensely classic, lovely for dancing and, despite its Russian roots, full of tango, meets the Argentinian voice of Ariel, always present, clear, interpreting music gracefully and without excesses. A first-time collaboration that proves at once to be successful and surprising, an unscheduled gem, the first hint of the kind of energy of this night, marked by a concentration of talent.
Everybody sitting in a circle on the floor, trying to find a clear space, and then everybody motionless and in reverent silence, ready to enjoy the Event: 3 couples who transformed the tango and made its history in the past and who still do it,
Chicho Mariano Frumboli y Juana Sepulveda, Julio Balmaceda y Corina De La Rosa, Gustavo Naveira y Giselle Anne (in order of seniority in careers): all there, all on this floor, this night, together! Incredible and historic!
Romeo Orsini, the festival promoter, makes an unaffected and excited presentation of the performance, declaring the event an experience beyond him, a little widget transmitting a big opportunity, and playing with the artists when calling them “three elephant couples” of tango… Certainly they have been, as they are now and will always be, giants in the history of this wonderful dance, heritage of humanity!
On the floor, first row, I am dazzled by the power radiating from each couple, creating the space around them and filling it all.
The ground, flexible and noiseless, in their legs. Their strong appearance, shining and powerful. The music playing outside their bodies and movements, deeply fastened the one to the other by the delight of co-creating.
The inspiring expression of a talent beyond measure and the palpable sensation of taking part in that event, with my energy joining to that of everybody else and so supporting the whirl created by each dancing couple, allowing the power to rise high and making the moment intensely vibrating and exciting.
***
None of us was there by chance, that night. We all, have been part of that historic demonstration of a huge quantity of talent gathered there, actually concentrated in the final RONDA, upon live music by Solo Tango and Ariel’s voice completing the thrill. There has been an alignment of space and time that rendered the whole event not a mere accident and more than a mere sum of circumstances. Incredible, wonderfully incredible, the Art transforming and going beyond human beings.
With deep admiration and attachment.
Martina

lunedì 7 gennaio 2013

Da Berlino, alla fine delle vacanze, passando per l'influenza!


Cari amici,
probabilmente oggi 7 gennaio per molti non è il primo giorno di lavoro del 2013 e non rappresenta una ripartenza, ma per tutti sicuramente è il primo giorno fuori dal Natale, finito con l’Epifania “che tutte le feste porta via”.
Per i ragazzi delle scuole è il primo giorno del 2013 di nuovo tra i banchi, come per i miei nipotini, e sempre mi ricordo e mi ricorderò i sacrifici di tornare a svegliarsi presto e il peso della prima cartella dopo le vacanze.
E’ stato un Natale speciale per me, per la prima volta il 24 dicembre ho sentito la bellezza e la dolcezza della storia del Natale, l’umanità di una ragazzina in cinta con i dolori del parto che nessuno voleva ospitare, il calore immenso della gioia intima della famiglia che nasce anche senza niente ma con immenso amore, e la speranza pura, luminosa, viva dentro gli occhi di un bimbo che cambierà la storia del mondo, e che è proprio come noi, uguale uguale a ognuno di noi.
Ho attraversato il ponte tra il 31 e il primo ballando sul mondo, come avevo promesso nell’ultimo post. Sono stata a Berlino, nella maratona di fine anno, ed anche questa è stata una festa speciale per me. Per la prima volta, alla mezzanotte, mi sono ritrovata a fare il trenino… il must che ho sempre evitato e che solitamente porta profonda tristezza anche solo ossevarlo… e invece, complice l’atmosfera, il fatto che eravamo tutti ballerini, la scelta musicale diversa su cui si è scatenata la pazzia del trenino (grazie Giuseppe Caputo per l’eleganza con cui hai gestito tutta la serata ed in particolare questo momento tanto difficile per un dj!!!), ho sentito la bellezza di condividere la gioia tutti insieme, l’allegria di muoversi uniti, di condividere i festeggiamenti spensieratamente spontanei… la forza di una tribù che balla attorno al fuoco, senza ritegno, senza imbarazzi, con i piedi che si muovono soli, le braccia che si cercano, gli incroci, i ponti e gli srotolamenti che si susseguono in una sincronia meravigliosa come fossimo tutti parte di un vero animale più grande… “l’anima della milonga” fatta serpente! Che bell’applauso spontaneo ci siamo fatti tutti insieme al finale, che emozione, che gioia! Mi sono sentita bambina come mai avevo potuto sentirmi prima!
Ho passato tutta la settimana seguente a letto con la febbre, e a quanto ho visto e letto anche in questo non sono stata l’unica, l’influenza è stata una terribile mietitrice di vittime… e con me non ha scherzato, ma sembra sia passata anche questa, solo pochi decimi e tanta tosse ancora da spazzare via, ho smesso di gattonare per andare in bagno e ho iniziato a camminare per arrivare fino in cucina con l’intenzione di mangiare qualcosa e interrompere il digiuno purificatore che il virus aveva deciso necessario per me!
Oggi tutto ricomincia, e allora ricominceremo, più snelli dopo l’influenza o più appesantiti dopo i pranzi non importa, nuovo è l’anno e nuovi siamo noi… e nuovo costruiremo il mondo!
Buon lavoro a tutti con affetto sentito,
Martina

domenica 16 dicembre 2012

Istanbul: il paese dei balocchi

La mia personalissima e limitata esperienza, niente di più...

Una immensa città divisa dal mare tra oriente e occidente. Colorata dalla seta e dal cachemire dei bazar, dalla frutta agli angoli di strada e dal succo di melograno, dai dolci delle pasticcerie, dalle lanterne illuminate. La tradizione popolare con la sua musica orientale è nel sangue dei suoi abitanti, i pedi a terra e le mani in alto a girare. Camminare nella folla è un bagno di umanità, e il canto dagli altoparlanti delle sinagoghe è un respiro sonoro che risveglia l'anima. Gli occhi densi e profondi degli uomini si addolciscono allo sguardo femminile, propensi a subirne il fascino e a tentare la seduzione.
Lenti e attenti ballano in pista sul filo del piacere, in una ronda disordinata come il traffico nell'ora di punta, frenando col busto la libertà delle gambe, concedendo e prendendo molto nell'abbraccio ma distanti nel saluto, a volte diffidenti e un po chiusi nell'invito, certamente sensibili e musicali nel ballo.
La forza dell'umanità che si presenta, del rapporto autentico viso a viso, a volte tanto gentile quanto altre volte scortese, ti scuote il cuore, ti cambia nelle radici, questa una terra calda e colorata che fiorisce nei corpi della gente e torna a te di riflesso. Qualcosa dell'aria diversa e magica di Buenos Aires a volte sembra riecheggiare anche qui, in una diversa forma di tradizione popolare e di clima caldo, di seduzione femminile e dimensione della città grande, non sempre ricca e pulita, di porti vivi e colorati. Al dulce de lece si sostituisce l' "helva" con le sue fette friabili, all'assado si contrappone il kebab, al chorizo venduto per strada, le pannocchie bollite dei carretti di Istanbul in una tradizione di cucina mediterranea sana e ricca di vitamine. Torno a casa con la valigia piena di pashmine colorate, di scale pentatoniche, di canti nell'aria, di occhi profondi e contatti sinceri, pronta a lasciare che tutto espanda il mio cuore e sciolga la paura delle mie spalle ancora una volta più profondamente, più profondamente.

mercoledì 12 dicembre 2012

Mantova tango festival: “hasta romper los zapatos”



Ho fatto chilometri a Mantova questo week-end...

Chilometri in treno, per arrivare da Torino e stare tutti assieme in un “appartamento internazionale” con amici da Zurigo e Barcellona.
Chilometri camminando sul posto, per riscaldarmi in una città innevata e gelata, bianca e brillante sotto la falce di luna del sabato sera.
Chilometri sul parquet della sala lezioni, provando e riprovando ogni movimento, ogni dinamica, ogni sequenza, cercando l’essenza, la connessione, mantenendo l’asse e andando fuori asse… e fuori di testa e fuori musica, nel tentativo di trovare controtempi, sincopi e terzine.
Chilometri nella ricerca personale di cos’è tecnica nel tango, cos’è relazione, cos’è musicalità, assorbendo la forza comunicativa di Chicho y Juana e mettendo in gioco tutto il possibile per andare avanti in coppia nel lavoro, per trovare la sintonia e mantenerla oltre la fatica, oltre il poco sonno, otre la stanchezza e le differenze personali.
Chilometri nell’abbraccio, perché ho abbracciato tanto e tanto sono stata abbracciata, ballando a cuore aperto con amici cari e sentendo la forza di un battito sincronizzato, di una camminata respirata, di un corpo che si apre al flusso dell’intenzione e della musica e produce gioia e piacere, condiviso.
Chilometri nell’arte, guardando esibizioni incredibili in cui la connessione, il sentimento e la bravura producono e scatenano emozioni intense, che come un’ onda sommergono l’anima della milonga e si insediano forti dentro ciascuno diventando fonte di ispirazione e risorsa.
Chilometri in pista, perché la musica era meravigliosa, i DJs posseduti dal fuoco della consolle e il livello generoso, l’ambiente rilassato e tutto complottava per tirarti dentro il ballo ad ogni passo.
Chilometri oltre la soglia della stanchezza, e scoprendo che anche lì, il piacere e l’aiuto della terra nella camminata e nel tango, fanno miracoli e ci aprono inesauribili  fonti di risorse sempre pronte a sostenerci.
Chilometri e chilometri dentro di me, alle prese con le tensioni del corpo e dell’anima, divisa tra piacere e conflitto, davanti a tante prove, sollecitazioni, e tornando a me a volte più forte altre più debole, ma viva e sensibile, limitata e illimitata… e alla fine tornando a casa.